La progettazione di un edificio moderno non può prescindere dall’integrazione tra architettura e impianti. Questa sinergia è fondamentale per ottenere strutture altamente efficienti, funzionali e sostenibili, in grado di rispondere alle esigenze contemporanee di comfort abitativo e ottimizzazione energetica. La progettazione MEP gioca un ruolo chiave in questo processo, permettendo di conciliare l’estetica di un edificio con le necessità tecniche e impiantistiche, migliorando la qualità degli spazi e garantendo soluzioni tecnologicamente avanzate. Attraverso la corretta pianificazione, è possibile creare edifici che non solo rispettano le normative vigenti in termini di prestazioni energetiche e sostenibilità ambientale, ma che offrono anche un’esperienza abitativa più confortevole e sicura. In questo articolo, esploreremo i principi fondamentali della progettazione MEP, analizzando i benefici e le strategie di un’integrazione efficace, approfondendo la realizzazione del progetto Green Lodge.
Progettazione MEP
La progettazione MEP si occupa di gestire i tre ambiti di intervento dell’ingegneria degli impianti, in particolare di ciò che riguarda gli impianti meccanici, elettrici e idraulici. Il modello che si viene a creare, in combinazione con quello architettonico e strutturale, permette di ottenere una visione completa della costruzione che si vuole realizzare. Questa disciplina risulta essenziale perché permette di ottimizzare la collaborazione e la condivisione dei dati tra le diverse figure professionali che lavorano su un determinato progetto e velocizzare, di conseguenza, la consegna dei progetti.
Benefici di una progettazione integrata
La progettazione integrata offre numerosi benefici. Innanzitutto, i progetti realizzati seguendo questa modalità permettono di prestare grande attenzione agli aspetti di efficienza energetica e di comfort abitativo, grazie allo sviluppo di sistemi ottimizzati che integrano una migliore gestione di aspetti come l’illuminazione, la climatizzazione e la ventilazione.
Normative di riferimento e Strategie per ridurre i consumi energetici
La progettazione MEP permette anche di giungere ad analisi approfondite sui fattori di sostenibilità, nel rispetto delle certificazioni e delle normative internazionali, tra cui la certificazione per edifici sostenibili LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), gli standard di valutazione ambientale BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method) o la certificazione NZEB (Nearly Zero Energy Building) per gli edifici a consumo energetico quasi nullo. Per raggiungere questi obiettivi risulta necessario integrare diverse soluzioni, come l’impiego di illuminazione LED a basso consumo, pompe di calore ad alta efficienza, fonti rinnovabili e impianti a basso impatto ambientale.
Differenza tra progettazione tradizionale e progettazione integrata
Grazie alla MEP, in ogni fase della progettazione è possibile evidenziare immediatamente eventuali problematiche di interferenze tra elementi architettonici, strutturali e impiantistici e prevenire così errori nella progettazione. Eseguire queste procedure di controllo e verifica delle scelte progettuali già durante le fasi preliminari permette un risparmio, in termini economici e di tempo, sia per l’azienda che per il cliente.
Nonostante la progettazione tradizionale sia la strada maggiormente battuta, talvolta per una difficoltà dei professionisti ad adeguarsi ai metodi progettuali innovativi, la progettazione integrata garantisce una maggiore armonia tra estetica, funzionalità ed efficienza, proprio per via della stretta collaborazione tra tutti gli attori coinvolti fin dalle prime fasi del progetto.
Il progetto
Un concept di accoglienza ecologica, nel pieno rispetto del territorio e delle sue preesistenze: i Green Lodge del complesso Terme Preistoriche Resort & Spa a Montegrotto Terme (PD), firmati da Studio Apostoli, nascono per essere un manifesto di ospitalità wellness a emissioni zero. Contano sette suite inserite in quattro volumi a palafitta in legno, che si raccordano tra loro grazie a un sistema sollevato di rampe, passerelle e terrazze accessibili e includono una villa storica recuperata, l’ottava e più ampia in termini di offerta all’interno di questa iniziativa imprenditoriale.
160 micropali sostengono le nuove costruzioni e gli spazi esterni, per rispettare le radici degli alberi secolari di cui è stata realizzata una mappatura precisa prima di tracciare qualsiasi ipotesi progettuale. La prima sfida è stata, infatti, capire dove posizionare i lodge, senza che questo significasse abbattere gli alberi che costellavano il lotto, anzi integrandoli direttamente negli edifici. I lodge sono quindi plasmati sulla morfologia del terreno e sono “scavati” dai tronchi, visibili al loro interno grazie a sistemi a vetrata. La natura modula quindi l’architettura e ne suggerisce la vocazione sostenibile: oltre alla loro particolare collocazione e dialogo con il verde, i lodge sono avvolti da un rivestimento in listelli di larice, realizzati mediante un sistema costruttivo in legno e materiali ecocompatibili e dotati di un sistema di riscaldamento alimentato direttamente con acqua termale.
La loro emissione di CO2, pari a 0, è uno dei tasselli principali di questo concept orientato al benessere. Il complesso, quindi, diventa Net Zero, ma non solo: due delle “casette” sono prive di barriere architettoniche, completamente accessibili, studiate per garantire la massima semplicità di fruizione da parte di qualsiasi tipologia di utente. Lo slogan di questa destinazione è “make room for nature” e diventa un vero e proprio abbraccio alla vegetazione, per dare vita a un’oasi di pace, un progetto che sperimenta il pieno equilibrio tra uomo e natura.
All’interno delle suite – ognuna in una nuance diversa, secondo una palette studiata per infondere relax e armonia – gli ospiti possono infatti vivere un’esperienza di soggiorno a contatto con il parco circostante, sia attraverso le ampie vetrate e le terrazze di pertinenza, sia grazie ai patii interni, che preservano gli alberi secolari. Nell’interior, l’area living, notte e servizio si evolvono in piena continuità e definiscono ambienti fluidi e rilassanti, dove all’illuminazione naturale durante le ore diurne se ne aggiunge una morbida, calda, per i momenti serali e notturni, con scenari programmati anche negli spazi outdoor a disposizione di ciascuna suite. La loro dimensione varia da 35 a 80 mq, su singolo o doppio livello, con calde pavimentazioni in parquet di tipo industriale – risultato di tasselli di scarto – che persegue la logica di limitazione dell’impatto ambientale.
Gli arredi sono in legno, imbottiti e con tendaggi realizzati con filati ecosostenibili, le carte da parati offrono scenografie botaniche e sono realizzate su rivestimenti ecologici, in tessuto-non-tessuto, composto da cellulosa proveniente da coltivazioni FSC. Il progetto Green Lodge, terminato a fine 2023 dopo soli 6 mesi di fase cantieristica, ha conseguito ben quattro premi in questo anno solare: premiato a inizio anno al LIV Hospitality Design Awards, vince anche all’International Architecture & Design Awards, per poi ottenere due Certificazioni per la categoria Hotel & Resort e per l’integrazione tra Architettura e Legno al Grand Prix du Design di Montreal.
L’impianto
Visti il sito dell’intervento e le caratteristiche del sottosuolo della zona, per la climatizzazione invernale si è scelto di sfruttare il calore dell’acqua termale, sistema già in uso presso la struttura principale dell’Hotel. L’utilizzo dell’acqua termale per il riscaldamento rappresenta una soluzione sostenibile, con numerosi vantaggi: l’acqua termale è un’energia geotermica, quindi rinnovabile e praticamente inesauribile, ciò significa che la gestione non sarà soggetta alle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili e, in questo modo, si contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra;
l’impiego di acqua termale ha un impatto ambientale minimo, in quanto non comporta combustione e quindi non rilascia inquinanti nell’atmosfera; l’acqua termale ha una temperatura elevata, che consente di ottenere un rendimento molto alto dell’impianto di riscaldamento; sfruttando una risorsa locale come l’acqua termale, si riduce la dipendenza dalle forniture energetiche esterne, aumentando l’autonomia energetica.
Dalla centrale termica principale sono state derivate le tubazioni pre-isolate con posa interrata che alimentano la sottocentrale a servizio dell’intervento oggetto della presente trattazione. Nella sottocentrale, dal nuovo scambiatore di calore, sono stati derivati due collettori di “mandata e ritorno” con tubazioni, sempre interrate e pre-isolate, che vanno a servire le singole unità di alloggio. Anche per l’acqua calda sanitaria si sfrutta il calore dell’acqua termale, con distribuzione e circuiti dedicati, realizzati sempre in derivazione dalla centrale termica principale che, una volta distribuiti dalla sottocentrale servono i singoli alloggi.
Le tubazioni per riscaldamento pre-isolate sono elementi essenziali per la distribuzione di fluidi termovettori nel caso di posa interrata. Queste tubazioni sono costituite da un tubo interno, generalmente in materiale plastico (PE-RT o PEX), destinato al trasporto del fluido termovettore (acqua calda), e da un involucro esterno isolante, solitamente in poliuretano espanso o polistirene espanso. La posa interrata consente di sfruttare il terreno come accumulatore di calore, migliorando ulteriormente l’efficienza energetica dell’impianto.
La climatizzazione invernale all’interno degli ambienti è realizzata con impianto radiante a pavimento con regolazione e gestione della temperatura per ogni stanza. Con questo sistema, abbinato alle caratteristiche dell’involucro, il calore viene distribuito uniformemente in tutto l’ambiente, creando una sensazione di benessere diffuso ed evitando sbalzi termici tra zone calde e fredde. La bassa temperatura dell’acqua riduce il sollevamento di polvere e la proliferazione di acari, migliorando la qualità dell’aria interna e rendendo questo sistema ideale per chi soffre di allergie o problemi respiratori.
La climatizzazione estiva degli ambienti è realizzata mediante singole unità, di varie taglie, con unità interne canalizzate. Ogni alloggio è indipendente con un proprio impianto, tutte le unità esterne sono poste sulla copertura degli alloggi. Tutti i terminali sono dotati di termostato elettronico collegato in modbus al sistema BMS centralizzato, ventilatore inverter a bassissimo impatto acustico e valvola motorizzata a due/tre vie on/off. L’unità esterna vanta un compressore con tecnologia inverter, una valvola elettronica ed una resistenza elettrica per garantire il corretto funzionamento invernale ed evitare la formazione di ghiaccio sulla batteria. Il gas R32 che equipaggia il circuito presenta una capacità di raffreddamento superiore rispetto ad altri gas refrigeranti, consentendo di ottenere prestazioni energetiche più elevate e quindi minori consumi elettrici.
Soluzioni innovative per integrare design e impianti
Per il progetto Green Lodge, al fine di conseguire un risultato efficiente ed esteticamente armonioso, sono state attuate tutte le soluzioni necessarie per l’integrazione efficace tra impianti e architettura. Soluzioni come impianti modulari, sistemi a scomparsa o incassati nelle strutture, canalizzazioni integrate negli elementi strutturali sono stati impiegati per mimetizzare gli impianti e migliorare l’impatto estetico.
L’impianto di climatizzazione, infatti, è stato sapientemente integrato con la parte architettonica e illuminotecnica, e le bocchette di mandata e ripresa sono state nascoste in nicchie e velette. Un’altra soluzione riguarda l’organizzazione degli spazi tecnici, essenziale per garantire la loro funzionalità. Nel caso dei Green Lodge le macchine sono state posizionate in vani tecnici o antibagni per garantire un maggior confort acustico ed essere facilmente accessibili per la manutenzione.
Conclusioni
Il progetto Green Lodge è l’esempio concreto di come l’integrazione tra architettura e impianti possa portare alla realizzazione di edifici efficienti, sostenibili e funzionali, che coniughino l’estetica con l’innovazione tecnologica, le prestazioni energetiche con il comfort abitativo.
Ogni elemento è stato pensato per rispondere alle esigenze delle progettazioni di oggi e di domani, perché migliora la vita delle persone e riduce l’impatto ambientale sul pianeta. Guardando al progetto dei Green Lodge risulta evidente come l’approccio integrato costituisca la base per la creazione di un futuro più sostenibile, intelligente e rispettoso dell’ambiente.
Davide Quanilli
È un ingegnere edile-architetto con consolidata esperienza nella progettazione e realizzazione di edifici residenziali e commerciali, con particolare specializzazione nel settore dell’hospitality e dei centri benessere. Laureato in Ingegneria Edile e Architettura presso la Facoltà di Ingegneria di Trento, ha sviluppato una solida competenza nell’integrazione di soluzioni strutturali, impiantistiche e architettoniche, con un focus specifico sull’efficienza energetica, la sostenibilità e sull’armonia tra forma e funzionalità.
Nel corso della sua carriera, ha collaborato a numerosi progetti complessi in diversi paesi, unendo le competenze tecniche in ingegneria a una spiccata sensibilità estetica e funzionale in architettura. La sua esperienza spazia dalla consulenza e coordinamento nella progettazione degli impianti MEP alla supervisione dei lavori in cantiere, con l’obiettivo di creare spazi innovativi e raffinati. Appassionato di nuove tecnologie e metodi costruttivi, Davide Quanilli è costantemente alla ricerca di soluzioni che migliorino la qualità della vita negli ambienti costruiti, rispettando al contempo le normative e gli standard più elevati del settore.
